Cantina Mulleri

The wine, for our family, is a story that refers to the past. The grandfather cultivated vines and thus the grandfather of the grandfather. Today,in the groove of the tradition, we bring forward the story of our memory, the area’s assets, tales of ancient and blessed island, Sardinia. Sardinia, land of Vermentino and Carignano grapes, harvested in vineyards of the ungrafted island of Sant’Antioco and wisely worked with passion and tradition, is the connecting element between wine territory, culture and traditions. A land rich in history and art, scholars who work with wood craftsmen, artists and literacy that with their skills left a trace in the world, is the main theme of our project.

“No, not even the wine could ease the pain of those memories. However, he took the glass and drank crying. Yes, all was ashes: life, death, man and the destiny that produced them. He recalled that among the ashes hatching often the spark, the seed of the bright and purifying flame, and hoped, and still loved life.”

Grazia Deledda, Cenere, 1904

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Il vino, per la nostra famiglia, è una storia presente che rimanda al passato. Il nonno coltivava la vigna e così il nonno del nonno. Oggi, nel solco della tradizione, noi portiamo avanti la nostra storia fatta di memoria, forza del territorio, di racconti di un’isola antica e beata, la Sardegna. La Sardegna, terra di uve Carignano e Vermentino, raccolte nei vigneti a piede franco dell’isola di Sant’ Antioco e sapientemente lavorate con tradizione e passione, è l’elemento di collegamento tra vino territorio, cultura e tradizioni. Terra ricca di storia e arte, di artigiani sapienti che lavorano il legno, di artisti e letterati che hanno con la loro bravura lasciato una traccia nel mondo, è il filo conduttore del nostro progetto.

“No, neppure il vino poteva lenire il dolore di quei ricordi. Tuttavia egli prese il bicchiere e bevette piangendo. Sì, tutto era cenere: la vita, la morte, l’uomo; il destino stesso che la produceva. Egli ricordò che fra la cenere cova spesso la scintilla, seme della fiamma luminosa e purificatrice, e sperò, e amò ancora la vita.”

Grazia Deledda, Cenere, 1904